lunedì 19 marzo 2012

DALLA CISTERNA DELLA MORTE ALLA VIVA DIGNITA' DEL LAVORO

PROSEGUE LA MOBILITAZIONE DEL COMITATO 3 MARZO 
Il 3 marzo 2008 cinque operai della Truck Center, azienda addetta al lavaggio di automezzi presso la zona artigianale di Molfetta, perdevano la vita a causa delle esalazioni di acido solfidrico respirate nella cisterna in cui avrebbero dovuto lavorare.

Il 3 marzo 2012, dopo quattro anni di processi protrattisi silenziosamente , Molfetta ha finalmente visto le sue strade riempirsi di oltre un migliaio di persone: i molfettesi sono ritornati a rivendicare un bisogno collettivo di verità e giustizia per le vittime della Truck Center.
E' stato questo il primo passo concreto del Comitato 3 Marzo, costituitosi per riportare la dovuta attenzione sulla vicenda del 3 marzo 2008, per informare la cittadinanza degli sviluppi processuali e sensibilizzarla riguardo le problematiche legate alle morti sul lavoro.

Pochi giorni dopo la manifestazione era attesa la pubblicazione delle motivazioni su cui si fonda la sentenza di assoluzione dell'ENI nel secondo processo legato alla tragedia, svolto con rito abbreviato nel dicembre 2011.
La divulgazione delle motivazioni è stata ritardata di ulteriori 90 giorni: reputiamo incomprensibile il fatto che se per il giudizio di tale società, cardine nella vicenda, siano bastati 20 giorni (e 20 minuti di camera di consiglio), per conoscere le motivazioni della sua assoluzione ci sia invece bisogno di 180 giorni di attesa.

Prossimo importante appuntamento sarà venerdì 13 aprile, giorno in cui il giudice per l'udienza preliminare si pronuncerà sul procedimento giudiziario presso il Tribunale di Trani, in cui sono coinvolte la Nuova Solmine e la Meleam Spa: in questa data il Comitato 3 Marzo organizzerà un presidio presso lo stesso tribunale, invitando tutti i cittadini e tutte le cittadine che abbiano interesse per il proprio presente e per il futuro dei propri figli a partecipare.

Alla luce delle sentenze sui casi ThyssenKrupp ed Eternit, in cui è stata fondamentale la mobilitazione della cittadinanza, anche Molfetta pretende verità e giustizia per le vittime della Truck Center. La sicurezza sul lavoro è uno dei cardini su cui ogni paese civile dovrebbe costruire la propria società.

Non possiamo più accettare che profitti e sfruttamento calpestino la dignità di ogni lavoratrice e lavoratore!


venerdì 9 marzo 2012

Comunicato del "Comitato 3 Marzo" a seguito della giornata di sabato 3


A distanza di 4 anni dalla strage della Truck Center dove Guglielmo Mangano, Michele Tasca, Luigi Farinola, Vincenzo Altomare e Biagio Sciancalepore persero la vita, sabato 3 marzo più di un migliaio di cittadini e cittadine hanno partecipato al corteo organizzato dal "Comitato 3 Marzo".

La manifestazione mattutina e la rappresentazione teatrale  pomeridiana "La Cisterna" hanno ribadito e rilanciato la richiesta di familiari, singoli cittadini e realtà locali (associazioni, centri sociali, partiti, movimenti)  affinché sia fatta giustizia e sia detta tutta la verità su quanto accaduto.

Ad oggi due processi si sono conclusi con la condanna delle due società addette al trasporto della cisterna e della Truck Center. È stata invece assolta l'ENI, azienda produttrice del materiale tossico contenuto nella cisterna che con le sue esalazioni ha tolto la vita ai 5 operai.

Dopo l'esito positivo della giornata del 3 marzo – con una significativa partecipazione degli studenti molfettesi, lavoratori di domani – il Comitato, nato per tenere alta non solo l'attenzione sulle vicende processuali, ribadisce la sua volontà di proseguire nelle iniziative di sensibilizzazione attorno alle tematiche della sicurezza sui posti di lavoro, contribuendo a superare l'indifferenza ancora  troppo diffusa nella nostra città e nel suo tessuto socio-economico.

Il successo della manifestazione di sabato 3 marzo è solo un ulteriore passo nella costruzione di maggiore consapevolezza sociale e politica. Consapevolezza che le morti sul lavoro non sono frutto di fatalità bensì nella stragrande maggioranza dei casi una diretta conseguenza di condizioni di lavoro sempre più precarie, prive dei minimi standard di sicurezza, di orari di lavoro prolungati, dell'imperizia e del mancato rispetto delle norme a tutela della salute.
Ci vorrebbero maggiori e più severi controlli.
Purtroppo atti e fatti di questo governo vanno nella direzione opposta.
Curiosamente in coincidenza con l'anniversario della strage, è stato emanato il cosiddetto "decreto semplificazione", che riduce i controlli, a collaborazione amichevole, con i soggetti controllati.


Nulla potrà fermare la nostra fame di giustizia, che continueremo senza tregua ad alimentare.

giovedì 8 marzo 2012

Da "L'altra Molfetta" : Non dimentichiamo le tante, troppe morti bianche

07/03/2012   In tanti hanno aderito all'invito del Comitato3marzo che lo scorso sabato, in concomitanza con il quarto anniversario della tragedia della Truck Center, ha indetto una manifestazione alla quale hanno aderito l'Amministrazione Comunale, sindacati, studenti, partiti e singoli cittadini. 
Appuntamento alle ore 9.00, in piazza Aldo Moro. Sin dalle prime battute nella piazza sventolano bandiere: dalle iridate bandiere della pace a quelle di partito, a quelle della Fiom. 
Soprattutto, c'è il Gonfalone della Città: segno e simbolo di quanto Molfetta voglia stringersi intorno ai familiari delle cinque vittime di quella che venne definita "la strage della solidarietà": Guglielmo Mangano, Michele Tasca, Luigi Farinola, Vincenzo Altomare e Biagio Sciancalepore; cinque persone che quel giorno erano uscite di casa per lavoro e non hanno fatto più ritorno. 
Pian piano la folla aumenta, giungono autorità e rappresentanti dei partiti; telecamere e macchine fotografiche lavorano a pieno ritmo per immortalare tutti i dettagli, giornalisti cercano di raccogliere dichiarazioni e interviste. 
Il corteo, lentamente, si compone e comincia a sfilare, mentre, con i megafoni, vengono sottolineati gli obiettivi della manifestazione. 
In testa il Comitato 3 marzo. Subito dopo il Gonfalone. Poi il sindaco Antonio Azzollini, il presidente del Consiglio Comunale Nicola Camporeale, diversi assessori e consiglieri comunali, il consigliere regionale Antonio Camporeale e il consigliere provinciale Saverio Tammacco, e ancora Giovanni Abbattista, Mino Salvemini, Tommaso Minervini, Antonello Zaza, Gianni Porta, Pietro Mastropasquq solo per citarne alcuni. 
Sventolio di bandiere, slogan (che, però, in alcuni istanti si sovrappongono gli uni agli altri) e striscioni che chiedono "verità e giustizia", chiedono di "lavorare per vivere... non per morire"; gli studenti ricordano "il vostro futuro è il nostro futuro"... il corteo raggiunge piazza Municipio, dove si susseguono gli interventi. La Rete Nazionale per la Sicurezza invia un messaggio per comunicare la propria adesione all'iniziativa. 
Gli interventi da parte dei rappresentanti della CGIL Giuseppe Filannino e Pino Gesmundo ricordano la situazione in cui versano i lavoratori, costretti ad accettare anche pessime condizioni di lavoro pur di portare "il pane a casa". «La disoccupazione sta sfaldando i diritti... sta diventando "complicato" iscriversi al sindacato…» L’accento è posto sui tagli a diritti e sicurezza sul lavoro, sui 46 diversi tipi di contratti che rendono il mondo del lavoro una giungla. «Non è precario il lavoro, è precaria la vita » risuona in una piazza gremita. 
Vengono evidenziate le complesse situazioni che investono città come Taranto (inquinamento causato da Ilva e Eni) e Bari (situazione del Petruzzelli), viene annunciata la manifestazione che si terrà a Taranto il prossimo 9 marzo. 
Interviene anche Stefano Sciancalepore che, amaramente, sottolinea: «Si assiste a uno scaricabarile... dopo quattro anni nessuno è in galera...». 
La giornata di riflessione e testimonianza si conclude in serata con lo spettacolo "La Cisterna"... una intensa performance ispirata alla vicenda della Truck Center, portata in scena, presso l’Auditorium della parrocchia Santa Famiglia, da Massimo Zaccaria per la regia di Salvatore Arena. 
Una manifestazione tesa a tenere alta l'attenzione, accertare verità e giustizia e, soprattutto, a costruire una rete, un movimento che ponga in primo piano il problema della sicurezza sul lavoro, affinchè non vi siano altre famiglie costrette a piangere propri cari usciti di casa una mattina e mai più rientrati. Le cronache degli ultimi giorni sono ancora troppo piene di "morti bianche"; le statistiche riferiscono di tre morti al giorno, mille in un anno. 
Come sempre, purtroppo, c'è chi ha voluto strumentalizzare l'evento, criticando la presenza di alcuni partiti (che, tra l'altro, hanno aderito al comitato) e delle loro bandiere. 
In realtà sarebbe stato bello veder sfilare, insieme, le bandiere di tutti i partiti: in fondo si è trattato di una vera manifestazione "bipartisan", a cui erano presenti politici di tutti gli schieramenti. 
Poteva essere un piccolo, grande gesto simbolico che mostrasse, anche visivamente, come il vero senso dell'iniziativa era la solidarietà con i familiari delle vittime e con tutti i lavoratori costretti a operare in ambienti o in condizioni non "sicure". 
Isabella de Pinto





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mercoledì 7 marzo 2012

(da Quindici OnLine) Truck Center, Molfetta ricorda le vittime della cisterna avvelenata: stop alle morti bianche e sia fatta giustizia



MOLFETTA - «Ricchezza dei padroni, sangue dei lavoratori - Stop alle morti sul lavoro» recitava così uno dei tanti striscioni esposti dalla diverse associazioni, movimenti, partiti e sindacati che hanno partecipato ieri a Molfetta al corteo organizzato dal Comitato «3 marzo» in occasione del quarto anniversario della strage della Truck Center avvenuta il 3 marzo 2008 quando persero la vita Guglielmo Mangano, di 44 anni e, nel tentativo di salvarlo, i colleghi Michele Tasca, di 19 anni, Luigi Farinola, di 37 anni, l’autotrasportatore Biagio Sciancalepore (dipendente di una società di trasporti che lì custodiva i mezzi), di 24 anni, e Vincenzo Altomare, di 64 anni, amministratore della stessa Truck Center. Unico superstite, ferito, Cosimo Ventrella.
Lo striscione emblematico, sintetizza e unisce lo spirito delle circa 500 persone presenti alla manifestazione. Tutta gente che ha voluto gridare all’unisono il proprio sdegno per la beffarda sentenza di assoluzione dell’Eni nel processo bis con rito abbreviato.
Il corteo ha avuto inizio dalla stazione ferrovia e si è snodato lungo le vie della città accompagnato da grida, canti e slogan lanciati dai tanti studenti presenti che hanno reso il clima festoso e pacifico. E’ intervenuto anche il sindaco Antonio Azzollini con qualche esponente della giunta di centrodestra, che però, hanno abbandonato il corteo prima del comizio finale, a conferma di una presenza solo formale e non partecipata.
La gioviale presenza dei giovani si è trasformata in ossequioso silenzio quando in piazza Municipio Stefano Sciancalepore, padre di una delle vittime e principale promotore del comitato, ha espresso la propria indignazione per l’inammissibile sentenza del tribunale di Trani «occorre giustizia per cinque vite spezzate, il giudice dice che non ci sono prove sufficienti per condannare l’Eni, ma cinque morti non rappresentano una prova? Non si può ammazzare la gente per attuare politiche di contenimento dei costi».
Ancora più decise sono le dichiarazioni di Giuseppe Filannino, coordinatore Cgil Molfetta «il mondo del lavoro è falcidiato dalla guerra di resistenza creatasi per sopperire allo sfruttamento, siamo diventati schiavi del potere economico, ma non dobbiamo soccombere, non ci si può vendere al sistema e ad un governo che non tutela i lavoratori».
Gli ha fatto eco Pino Gesmundo, segretario generale Cgil Puglia, ringraziando principalmente i tanti giovani presenti e invitandoli a «diventare una speranza per un Paese in cui un giovane su 3 non ha lavoro, dove gli omicidi sul lavoro vengono messi nel dimenticatoio. Viviamo in un Italia vessata dall’assenza di diritto al salario e da 46 tipologie di lavoro che rendono la vita stessa precaria. Ebbene solo attraverso l’entusiasmo delle nuove generazioni possiamo riappropriarci della prospettiva di un mondo diverso e rivendicare il diritto al lavoro stabile e sicuro».
Un’analisi che non fa un piega, avvalorata dalle impietose cifre che parlano di tre morti sul lavoro al giorno e di mille all’anno, in una nazione sull’orlo del collasso, nella quale il lavoratore è soggetto alle angherie di un sistema economico, politico e sociale promulgatore di riforme che ne erodono i diritti. Nelle logiche di mercato anche la vita viene mercificata, assume un infimo valore, si scarica il peso di questi eventi luttuosi ad improbabili fatalità che celano le reali responsabilità permettendo ai veri colpevoli di restare impuniti.
Per far fronte a tutto questo, il Comitato «3 marzo» non si ferma e sarà presente il 3 aprile prossimo all’udienza contro la Nuova Solmine, azienda collaboratrice dell’Eni, per continuare a lottare affinché sia fatta veramente giustizia.

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Davide Fabiano

(Pas/Ct/Adnkronos)

Bari, 3 mar. (Adnkronos) - Oltre mille cittadini hanno partecipato questa mattina a Molfetta, in provincia di Bari, a una marcia per ricordare la tragedia della Truck Center accaduta cinque anni fa nella quale morirono quattro operai e il titolare di una ditta di lavaggio industriale. Il corteo e' stato promosso dal 'Comitato 3 marzo' appena fondato, su iniziativa di Stefano Sciancalepore, padre di una delle 5 vittime.

L'associazione e' composta da realta' cittadine di diversa estrazione, che si sono riunite chiedendo che venga fatta giustizia e che sia detta tutta la verita' su quanto accaduto. Persero la vita Guglielmo Mangano, Michele Tasca, Luigi Farinola, Vincenzo Altomare e Biagio Sciancalepore.

La manifestazione e' stata organizzata per ricordare loro e gli oltre mille morti sul lavoro che ogni anno si contano in Italia. La tragedia avvenne esattamente cinque anni fa, il 3 marzo 2008: gli operai addetti alla manutenzione di una cisterna e il titolare morirono per le esalazioni tossiche del serbatoio. ''Non far cadere nel dimenticatoio un'assurda strage'', questo e' l'obiettivo e il fine del Comitato. Il corteo e' partito da piazza Aldo Moro (Stazione di Molfetta) e ha attraversato tutta la citta'. Hanno partecipato il sindaco di Molfetta Azzolini e molti studenti. Lo spot dell'appuntamento e' stato realizzato da Caparezza, cantante molfettese.

(da Repubblica.it) Truck Center, per non dimenticare: 'Sono tutte tragedie annunciate'

Molfetta non ha dimenticato. Oltre duemila persone hanno sfilato lungo le vie cittadine nel quarto anniversario della strage del Truck Center, nella quale persero la vita cinque operai

di FRANCESCO LA TEGOLA




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Questo il bel messaggio di supporto mandatoci dalla RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO

La rete nazionale per la sicurezza sul posto di lavoro dà la sua adesione alla manifestazione che ricorda una strage che molti vogliono cada nel dimenticatoio.
Siamo vicini ai familiari che finora non hanno avuto giustizia !
Siamo vicini al comitato 3 marzo, che in controtendenza ha voluto fare di questa giornata una giornata di lotta.
Una lotta quanto mai necessaria, le morti sul lavoro sono tornate a crescere su scala nazionale, la crisi non significa solo attacco ai salari, alle condizioni di vita, dei lavoratori e delle masse popolari,ma anche un lavoro sempre meno tutelato e controlli sempre più ridotti sulle condizioni di sicurezza, che rendono rischioso ogni lavoro.
Ma non ci sono le morti sul lavoro, ma anche le morti per inquinamento, di cui Taranto continua ad essere la capitale.. la perizia ordinata dal giudice Todisco e resa nota avantieri, addebbita all'inquinamento da Ilva 174 morti negli ultimi 7 anni.. ma a Taranto non c'è solo l'ilva, c'è anche l'ENI che contribuisce con il suo carico di sostanze nocive e l'ENI continua a unire Taranto e Molfetta con la strage della truck center.
Qui la giustizia non è finora arrivata e ci chiediamo perchè ? Perchè continuaiamo ad avere una giustizia di serieB.. perchè a Torino si condannano giustamente TYSSENKRUPP e ora ETERNIT e per la strage della Truck Center l'ENI se la cava !

Il comitato 3 marzo stà li a dimostrare che ci sono familiari che non si rassegnano e altre persone e associazioni che non vogliono metterci una pietra sopra e vogliono che una vicenda particolare diventi una vicenda generale.
La rete nazionale nelle sedi in cui è presente ha sensibilizzato sulla manifestazione di oggi e a Taranto nelle prossime settimane ci sarà un presidio all'ENI.. in quell'occasione inviteremo per un incontro pubblico il comitato 3 marzo.
Insieme per dire basta morti sul lavoro, basta giustizia negata, vogliamo una società che affermi il primato della vita dei lavoratori e non il profitto dei grandi padroni .